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giovedì 4 marzo 2010

www.orvietodemocratica.org : segui il tuo deputato




ORVIETODEMOCRATICA ha linkato un servizio della Camera dei Deputati che permette di seguire l’attività di tutti i parlamentari. Gli orvietani avranno la possibilità di sapere cosa fà, come vota, quali leggi propone o sostiene l’on Carlo Emanuele Trappolino.

giovedì 28 gennaio 2010

TRAPPOLINO interviene sul Patto per Orvieto



Nota di Carlo Emanuele Trappolino, coordinatore PD Orvieto

La proposta del Sindaco Concina può inaugurare una nuova fase della politica cittadina ma serve anche un nuovo metodo per condividere, in assoluta trasparenza, le scelte fondamentali. Senza un metodo chiaro, prevarranno ambiguità e comportamenti furbeschi che non siamo più disposti a tollerare.
La città attraversa una congiuntura molto particolare, determinata sia dallo squilibrio di bilancio sia dalla situazione generale del Paese caratterizzata da un profondo, e più generale, mutamento del ciclo economico e sociale. Due situazioni problematiche che non possono venir affrontate separatamente, poiché l’una condiziona l’altra.
Sono allora tre le questioni che riteniamo opportuno mettere in chiaro:
1) Più che i libri dal Prefetto, il Sindaco ha il dovere di portare vere e durevoli soluzioni per la città. Più idee e responsabilità, più partecipazione, più trasparenza e meno slogan.
La situazione del bilancio si può infatti affrontare con proposte che, pur mantenendo il livello dei servizi, utilizzino pienamente le potenzialità di un apparato valido e qualificato e promuovano politiche di sviluppo e di buona occupazione (generando in tal modo risorse aggiuntive per le casse comunali).
2) Il risanamento del bilancio non può prescindere da un nuovo progetto per Orvieto che chiami a raccolta le forze imprenditoriali, sociali e culturali della città, il mondo del lavoro e del credito. Meno presunzione di autosufficienza della politica e maggiore protagonismo e responsabilità di quanti creano ricchezza, benessere e cultura.
3) Il Partito Democratico non vuole sottrarsi alla responsabilità della proposta e del progetto, nella chiarezza e la trasparenza dei ruoli che sono chiamati ad assumere chi governa e chi fa opposizione.

sabato 12 settembre 2009

Trappolino per Bottini: "C'è il territorio nel nostro futuro di umbri e di democratici".



C'è il territorio nel nostro futuro di umbri e di democratici. Ha quindi ragione Lamberto Bottini, candidato alla Segreteria regionale del Pd, a definirlo "laboratorio di un nuovo sviluppo" regionale. Là dentro, infatti, trovano collocazione i vettori della crescita del Paese: natura, storia e conoscenza. Parole che rappresentano bene l'identità dell'Umbria e la sua distintiva via alla modernità. È sul territorio che il Pd può esercitare un primato politico e culturale e diventare un partito dei luoghi e, assieme, un partito con una funzione nazionale. Perché è sul territorio che si misurano le capacità di rappresentanza sociale, si formano e si valutano le classi dirigenti. La sfida è impegnativa, perché si tratta di combinare, in maniera intelligente e con piglio strategico, tre ordini di realtà che adoperano logiche proprie: i flussi della globalizzazione, le comunità di vita e di lavoro; gli assetti produttivi. Con l'avvertenza di non risolvere la complessità di questa nuova fase con le sole geometrie istituzionali o i tafferugli in vista delle regionali. C'è bisogno di un partito radicato e organizzato; che riflette sulla funzione di rappresentanza riappropriandosi di quel "principio di realtà" senza il quale la forma-partito degenera nella mera organizzazione del ceto politico. Il Pd era nato con l'ambizione di poter trasformare la lunga deriva del riformismo e rimettere insieme il corpo e l'anima del processo di emancipazione democratica. Ma, ad un certo punto, abbiamo smarrito la bussola, avvitandoci in una prassi inaridita mentre la crisi smantellava il paradigma neoliberista. È mancato qualcosa la cui assenza permane. Ecco: credo che questo qualcosa sia un sapere che viene dall'incarnare il punto di vista del mondo del lavoro, dei ceti produttivi e dei ceti popolari. Un sapere non solo teorico e che ci permette di rispondere ai giovani operai, sostenitori di Bottini e di Bersani, che ci "interrogano" sulle crisi aziendali della regione, sui numeri della precarietà, sulle difficoltà delle piccole imprese e degli artigiani. Ma quando il lavoro perde centralità, il territorio diventa una "scatola nera" ignota alla politica e il partito si balocca con se stesso e si dimentica che la sua missione è là fuori; allora ecco giustificata la triste esistenza di una sorta di organizzazione politica in franchising buona per sostenere la lunga vita di notabili locali o aspiranti tali. Ho aderito alla mozione Bersani perché credo che ci sia un'idea di partito da correggere. Perché i valori dell'uguaglianza, della libertà, del lavoro e del merito non si inscrivono nel "senso comune" di una società migliore con un partito intermittente. La discussione congressuale, quindi, riguarda la linea politica generale e richiede una sterzata oltre la retorica dell'innovazione. Oltre la cosmetica, le tessere e le rese dei conti. Il prossimo congresso dovrà avere un carattere "costituente". Proviamo a introdurre elementi di stabilità dicendo prima "chi siamo" poi "cosa vogliamo fare" per l'Umbria e per l'Italia. Quindi ragioniamo sulle tattiche con la loro necessaria duttilità. Ma non procediamo alla rovescia e non invochiamo la modernizzazione per giustificare un'ipotesi "pastorale" dai contorni un po' troppo sfumati. Al Pd serve di riconquistare il tempo opportuno della riflessione, fuori dall'ansia della prestazione mediatica. Abbiamo perseverato nello "spettacolare" anziché piantare solide radici e definire un'identità politica riconoscibile. Dobbiamo correggere la rotta e mettere il Pd su basi solide per pronunciare un'idea di società attorno a cui raccogliere il cuore e le ragioni di donne e uomini.

mercoledì 15 aprile 2009

IL PD COMPATTO VERSO LE ELEZIONI : CONFERMATA LA FIDUCIA A TRAPPOLINO




La riunione del 15 aprile della Direzione Comunale del PD di Orvieto ha chiuso definitivamente la lunga vicende delle primarie che tenevano impegnato il partito dal settembre dello scorso anno. La conclusione è stata unanime : preso atto del risultato delle primarie tutti i partecipanti hanno riconfermato la fiducia all'on. Carlo Emanuele Trappolino che si era presentato alla riunione rimettendo il mandato all'assemblea e proponendo una lunga ed accurata relazione che si concludeva con un vero e proprio dispositivo da sottoporre al voto.
Il dibattito è stato ampio ma disteso, i molti interventi ( tra gli altri La Stella, Prosperini, Vincenzi, Gambetta, Silvia Fringuello....) hanno teso a valorizzare gli aspetti positivi emersi dalla consultazione ed hanno arricchito il confronto con vari spunti. Nelle conclusioni del segretario provinciale Roberto Montagnoli, che ha sottolineato anche le problematicità emerse con le primarie, è arrivato l'invito al partito per un forte impegno per la campagna elettorale, le indicazioni per il lavoro futuro e la piena fiducia e sostegno all'on. Carlo Emanuele Trappolino che poco prima si era visto approvare all'unanimità la relazione.
I punti fondamentali sono tre : la convivisione della linea provinciale di alleanze ampie ed aperte a tutte le forze del centro sinista, un programma che riprende quanto già stabilito con la conferenza programmatica del PD e arricchito con i punti salienti del Disegno Strategico Regionale. Criteri per la formazione delle liste che mettono una particolare enfasi sulla necessità di una nuova classe dirigente della città in tutti i campi, da quello politico a quelli economico e sociale, dando peso e valore all'innovazione, la competenza ed il saper fare.

lunedì 2 marzo 2009

Trappolino : ad Orvieto Primarie e Pari Opportunità ai Candidati



Il Corriere dell'Umbria del 2 marzo da conto di una presa di posizione dell'on. Carlo Emanuele Trappolino, che riporta il dibattito nel PD a prima delle esternazioni della Governatrice. Trappolino infatti ribadisce quanto già detto sul palco della Gorgone il 1 marzo, assicura che ad Orvieto si terranno le primarie e che ad entrambi i candidati del Pd , Mocio e Stella, verranno garantite pari opportunità.

Trappolino sottolinea che "Per alcuni, questo appuntamento diventa una resa dei conti, una gara dove i vinti annientano i vincitori. Non è così. Le primarie sono uno strumento democratico, non una bomba che spazza i nemici"

Viene anche annunciato che nei prossimi giorni l'apposito comitato, costituito mesi fa per organizzare e vigilare sulle primarie del Pd, si metterà in moto e stilerà il programma di svolgimento delle primarie.

Martedi 3 marzo è annunciata na conferenza stampa per dare informazioni piu' dettagliate.

DUNQUE LE PRIMARIE SI FARANNO, E' UNA VITTORIA DEL PD, DELLO SPIRITO CON IL QUALE E' STATO FATTO QUESTO NUOVO PARTITO: LA PAROLA PASSERA' A TUTTI QUEGLI ORVIETANI CHE A FINE MESE VORRANNO CONCORRERE ALLA SCELTA DEL CANDIDATO PD ALLA CARICA DI SINDACO DI ORVIETO.

Uno degli argomenti di coloro che si opponevano alle Primarie era che un sindaco al primo mandato non si cambia, quasi che fosse un dogma. La storia e l'esperienza ( ultima questa di Castiglion del Lago ) è un'altra.
La realtà è che questo cambiamento può avvenire per due motivi diversi.

PER CAMBIARE IN MEGLIO.
Da questo punto di vista l'esperienza piu' famosa è quella che vide sostituire il Prof. Bracalente, dopo un solo mandato, con Rita Lorenzetti. Allora si disse ( e si decise ) che questo cambiamento era per migliorare, perchè la Lorenzetti avrebbe gestito meglio l'emergenza terremoto. Infatti nessuno si sognava di dare un giudizio negativo sul Prof. Bracalente, le cui intuizioni politiche ancora oggi fanno scuola. Un esempio è proprio il programma del PD di Orvieto che è pieno di citazioni e riferimenti al prof. Bracalente.

Ad Orvieto si era cercata di percorrere proprio questa strada. La Stella non si era contrapposta dando un giudizio negativo sul passato ma proponendosi come una soluzione migliore e piu' adeguata alla guida della città. Questa sua disponibilità oggi gli viene rivolta contro, accusandola di non avere attaccato nelle sedi di partito la gestione Mocio.

OPPURE SI PUO' CAMBIARE PERCHE' CHI HA AMMINISTRATO NON E' STATO ALL'ALTEZZA - E questo sembra essere il caso di Stefano Mocio. Infatti non c'è bisogno di fare riunioni, basta leggere le relazioni dei Revisori dei Conti ed i rilievi della Corte dei Conti per vedere certificato il fallimento della gestione finanziaria del Comune.

Poi si possono citare altre due questioni dove il deficit amministrativo è stato grave.

Orvieto ha smesso di esercitare un ruolo guida rispetto al territorio e ha finito per farsi scaricare problemi creati da altri : vedi Nuova Comunità Montana e Servizi.Nel caso dell'acqua siamo al ridicolo. Nei giorni scorsi abbiamo letto sul giornale che il comune di Orvieto non intende soddisfare la richiesta del Servizio Idrico Integrato di scaricare sui comuni i costi degli investimenti quando il presidente dell'ente che deve controllare il SII è stato nominato dal Sindaco di Orvieto ( vedi ATO )come uno dei membri dello stesso consiglio di amministrazione del SII. Per non parlare delle Caserme dove il suo consulente va alla presentazione del Comitato Orvieto Capace di Futuro a dire che le scelte impostegli dal Sindaco d Orvieto sono tutte sbagliate.

L'ultimo capitolo riguarda i soggetti beneficiari delle politiche comunali ovvero delle scelte urbanistiche e commerciali. Non raggiungono le dita di una mano.

Per questo c'è malcontento. Se tutto questo si tramuterà in cambiamento ce lo diranno le primarie. Ma almeno questa volta gli Orvietani non potranno prendersela con nessuno.