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mercoledì 16 dicembre 2009

ROSE ROSSE : "IL PANE E IL POTERE DEI GIOVANI" a Perugia




INIZIATIVA RINVIATA CAUSA NEVE


IL PANE E IL POTERE DEI GIOVANI
il lavoro, la democrazia per l’Italia di domani

Sabato 19, ore 9.30 – Sala della Partecipazione, Palazzo Cesaroni - Piazza Italia, Perugia

I giovani possono tornare a sognare un futuro migliore? Come si può agire per fare in modo che questo avvenga? A partire da questi interrogativi l’associazione Rose Rosse d’Europa ha organizzato per sabato 19 dicembre alla Sala della Partecipazione di Palazzo Cesaroni (a partire dalle9.30) un seminario dal titolo “IL PANE E IL POTERE DEI GIOVANI – il lavoro, la democrazia per l’Italia di domani”. Al tavolo ci saranno economisti, sindacalisti e politici.
Noi ci proveremo. Proveremo a mettere al centro il futuro dei giovani, oggi quanto mai incerto.
Si partirà dall'inchiesta dell'IRES CGIL, illustrata da Riccardo Sanna, sulla mancanza di mobilità sociale in Umbria, per passare al difficile rapporto tra giovani e sindacato con l’intervento del segretario nazionale della Slc-Cgil, Alessandro Genovesi. Davide Imola dell’associazione Tutelareilavori parlerà della proposta sul salario minimo legale, per poi assaggiare con Michele Mezza, giornalista Rai e docente all’Università di Perugia, un po’ di Manuel Castells e delle sue teorie sul rapporto tra comunicazione e potere.
A chiudere il seminario ci sarà l’economista Stefano Fassina, neo responsabile lavoro ed economia della segreteria nazionale del PD di Pierluigi Bersani.

Programma:
Relazione introduttiva: Roberto VICARETTI, associazione Rose Rosse d’Europa

Comunicazioni: Riccardo SANNA, Ires Cgil
“La mancanza di mobilità sociale in Italia”

Michele MEZZA, giornalista Rai e docente all’Università di Perugia
“Comunicazione è potere”

Alessandro GENOVESI, segretario nazionale Slc – Cgil
“Il sindacato e la sfida dei giovani”

Davide IMOLA, associazione Tutelareilavori
“Per il salario minimo legale”

On. Carlo Emanuele TRAPPOLINO, Pd
“I giovani umbri fra aspirazioni frustrate e potenzialità da esprimere”

Conclusioni: Stefano FASSINA
Segreteria nazionale Pd, resp. Economia e Lavoro

sabato 7 novembre 2009

Queremos primarias en la izquierda madrileña - Vogliamo primarie nella sinistra madrilena




Nel 2008 alcuni ragazzi dell'organizzazione giovanile del partito socialista spagnolo parteciparono alla campagna elettorale del PD ed in particolare di Carlo Emanuele Trappolino. Oggi ci hanno inviato la notizia di questa loro iniziativa che ci fa molto piacere.

Las personas de izquierda que vivimos y votamos en la Comunidad de Madrid estamos hartos de que nuestro voto cada vez cuente menos, y de que cada vez sea más fuerte la hegemonía política de Esperanza Aguirre y del Partido Popular en la Comunidad de Madrid.

Creemos que esto es así porque PSM e IU-CM no son capaces de articular una alternativa ni de presentar unos candidatos que muevan mínimamente a un voto esperanzado y con opciones de traslucirse en una nueva mayoría política de izquierdas que sea reflejo de la mayoría social progresista de nuestra comunidad.

Por eso, y a la vista de las cosas que están ocurriendo en Madrid en torno a la corrupción y al uso partidario y sectario de las instituciones que son de todos, así como de los movimientos preocupantes que se están produciendo en los partidos polítios de la izquierda madrileña, hemos decidido movilizarnos para exigir a ambos partidos que nos consulten mediante elecciones primarias, como se hace en otros lugares. (read less)
Las personas de izquierda que vivimos y votamos en la Comunidad de Madrid estamos hartos de que nuestro voto cada vez cuente menos, y de que cada vez sea más fuerte la hegemonía política de Esperanza Aguirre y del Partido Popular en la Comunidad de Madrid.

Creemos que esto es así porque PSM e IU-CM no son capaces de articular una alternativa ni de presentar unos candidatos que muevan mínimamente a un voto esperanzado y con opciones de traslucirse en una nueva mayoría política de izquierdas ... (read more)
Missione:
Recaudar firmas para pedir a los partidos de la izquierda madrileña que elijan a sus candidatos mediante elecciones primarias abiertas a nuestra participación.

¡Queremos opinar sobre lo que los partidos nos van a pedir que votemos!





Le persone di sinistra che viviamo e votiamo nella Comunità di Madrid siamo stufi che il nostro voto ogni volta conti meno, e che ogni volta sia più forte l'egemonia politica di Speranza Aguirre e del Partito Popolare nella Comunità di Madrid.

Crediamo che questo è così perché PSM ed IU-cm non sono capaci di articolare un'alternativa né di presentare alcuni candidati che muovano minimamente ad un voto speranzoso e con opzioni di traslucirse in una nuova maggioranza politica di sinistre che sia riflesso della maggioranza sociale progressista della nostra comunità.

Per quel motivo, ed in presenza delle cose che stanno succedendo a Madrid intorno alla corruzione ed all'uso a favore e settario delle istituzioni che sono di tutti, come dei movimenti preoccupanti che si stanno prodursi nei partiti polítios della sinistra madrilena, abbiamo deciso di mobilitarci per esigere ad entrambi i partiti che ci consultino mediante elezioni primarie, come si fa in altri posti.

giovedì 17 settembre 2009

LIBERTA’ DI INFORMAZIONE – Intervento di Andrea Baffoni Associazione Stampa Umbra





La nostra associazione rappresenta il sindacato dei giornalisti umbri ed ha condiviso da subito l’idea lanciata della Federazione Nazionale della Stampa di proporre alle forze sindacali e sociali una “manifestazione civica” - non solo di categoria - a sostegno della libertà dell’informazione, contro il tentativo di depotenziarne la funzione garantita dall’art. 21 della Costituzione. C’è un allarme che sta diventando molto alto nel Paese. Ne siamo consapevoli perché siamo coscienti di vivere una fase di grande delicatezza con attacchi senza precedenti. Come ricorda la Fnsi nel suo appello, non solo disegni di legge bavaglio ma anche azioni forti in sedi giudiziarie e manifestazioni pubbliche di ostilità verso giornali e giornalisti che hanno l’oggettivo risultato di costituire una minaccia per chi fa informazione ritenuta scomoda e per questo non gradita. La nostra categoria, assieme al mondo del lavoro ed alla società civile è chiamata, dunque, a scongiurare questo pericolo. Per questo c’è urgente bisogno di riassumere e promuovere la consapevolezza piena della funzione dell’informazione quale pilastro fondamentale di ogni democrazia; una funzione che, come sappiamo, è anche politica ma che non appartiene alla disponibilità del potere.
E proprio sul rapporto distorto tra potere e informazione che vorrei soffermarmi un attimo con due brevi riflessioni. Come è noto il 2008 ha visto la libertà di stampa diminuire in tutto il mondo e anche Paesi di consolidata democrazia come Italia (peraltro unico caso in Europa). È quanto ci dice il rapporto "Freedom of the Press 2009"di Freedom House uno degli osservatori più qualificati in questo campo.
Israele, Italia e Taiwan sono passati dallo status di "Paesi liberi" a quello di "Paesi parzialmente liberi", e questo peggioramento dimostra che «anche democrazie consolidate con media tradizionalmente aperti non sono immuni da restrizioni alla libertà», Il «problema principale dell’Italia», secondo i curatori del rapporto, è principalmente Berlusconi ma non solo Berlusconi. «Il suo ritorno nel 2008 ha risvegliato i timori sulla concentrazione di mezzi di comunicazione pubblici e privati sotto una sola guida», si legge nel documento. Altri fattori sono l’abuso di denunce per diffamazione contro i giornalisti e l’escalation di intimidazioni fisiche da parte del crimine organizzato”. Dunque non possiamo sottovalutare il fatto che certi comportamenti di aperta ostilità nei confronti della stampa libera che, Berluscuni ha portato agli estremi e che rappresentano senza dubbio una vera e propria emergenza democratica, non sono così lontani da certi atteggiamenti sempre più diffusi e praticati da poteri anche locali. Palesi o malcelate insofferenze, per certe inchieste o certi commenti rivolte ai “manovratori di turno possono” trasformarsi a volte di in vere e propri elementi di condizionamento e contrazione degli spazi democratici di espressione. Ad esempio l’azione del capo del Governo, volta a intimidire gli organi informativi attraverso l’uso della querela, così come è successo per i casi di Repubblica e l’Unità, è ormai una prassi consolidata con cui i giornalisti “con la schiena dritta” devono fare i conti molto spesso. Le querele a volte sono legittime, ma ormai e’ accertato anche dallo stesso Ordine dei giornalisti che la querela viene spesso usata come strumento di intimidazione nei confronti del giornalista e quindi dell’informazione libera. Soprattutto se fai certi nomi, se approfondisci certi argomenti…se sfiori cordate economiche o entità di un certo peso. E inoltre; Berlusconi agli imprenditori riuniti a Santa Margherita Ligure , qualche settimana fa, ha intimato di togliere la pubblicità ai media catastrofisti. ''Bisognerebbe - ha detto - non avere ogni giorno sinistra e media che cantano la canzone del disfattismo e del catastrofismo'', ''Anche voi - ha aggiunto rivolgendosi alla platea - dovreste operare: anzi dovreste fare di più, non date pubblicità a chi si comporta così''. Detto da un capo del Governo è davvero il segno di una inciviltà politica che non si cura di rispettare i ruoli e le prerogative costituzionali. Ma non possiamo non vedere che da tempo il condizionamento economico delle testate è un altro capitolo fondamentale per la sopravvivenza e la libertà di espressione dei giornali. E così mi è capitato di venire a conoscenza, durante il mio percorso professionale, che anche certi amministratori, non lontano da qui, in camera caritatis chiedono alle aziende di riferimento di non fare contratti con quel giornale o di ridurre la pubblicità per quel periodico un po’ troppo scomodo.. con la speranza che prima o poi chiuda i battenti. Questi atteggiamenti non hanno purtroppo colore politico e purtroppo sembrano fare parte di una certa idea di potere refrattario alle critiche e al confronto democratico. C’è l’emergenza Berlusconi, certo, ma dobbiamo fare conti con una certa mentalità “berlusconiana” che si sta facendo avanti e che dobbiamo contrastare. E’ quella idea di potere che pensa ad una stampa adulatoria, indulgente e facilmente orientabile e ne fa solo una questione di prezzo. E’ sempre più diffusa l’idea che si possa arrivare ad ammorbidire o addirittura “comprare” un giornalista, un caporedattore ma anche un intero giornale, se si hanno le possibilità. Berlusconi indubbiamente in questo ha fatto scuola ma c’è chi , fatte le debite proporzioni, tende ad imitarlo troppo spesso anche su un piano locale. Per questo è necessario manifestare per la libertà di stampa e farlo con convinzione e con la consapevolezza che è imprescindibile risolvere questioni di sistema come quella del conflitto d’interesse, così come richiama la Raccomandazione n.2 del 2007 del Consiglio d’Europa, che chiede agli Stati membri di porre, mediante leggi appropriate,<>. Non voglio dilungarmi oltre su temi che rappresentano certo questioni aperte a cui spero si possa dare al più presto delle risposte. Chiudo con l’auspicio che questa manifestazione possa servire a riaffermare la centralità di questi argomenti perché fondamentali per il futuro assetto democratico di questo Paese. La Federazione Nazionale della Stampa e l’Associazione stampa Umbra ritengono che sia necessaria, quindi, una reattività civile nella considerazione che l’informazione è libertà e la libertà si conquista, certo, anche con l’autorevolezza di una categoria che oggi vede il suo ruolo messo in discussione. Ogni ferita che essa subisce, con attacchi, condizionamenti, e perfino minacce o anche permettendo l’indebolimento del profilo professionale dei giornalisti (con la restrizione dei diritti e l’avvento del dilagante precariato nelle redazioni), determina una attenuazione della libertà di tutti. Per questo è indispensabile che l’informazione possa dare una rappresentazione vera della vita del Paese, nella pluralità dei punti di vista e di tutte le rappresentanze sociali e culturali e ne racconti liberamente vizi e virtù. Questa è la nostra idea di informazione e di questo vogliamo continuare a parlare alla società italiana. Questo è lo spirito con cui vogliamo fare il nostro lavoro con la speranza che sabato prossimo ci sia tanta gente con cui condividerlo.





giovedì 10 settembre 2009

Manifestazione per la Libertà dell'Informazione il 16 settembre a Orvieto



“La Segreteria della Federazione nazionale della Stampa Italiana ha deciso di proporre alle forze sindacali e sociali di tenere sabato 19 settembre prossimo a Roma una “manifestazione civica” per la libertà dell’informazione, difendendola da ogni tentativo di depotenziarne la funzione costituzionalmente garantita e di indurre silenzi non dovuti.”

Questo appello è stato accolto da moltissime associazioni, forze politiche e sindacali e da esponenti del mondo culturale.

Ad Orvieto le associazioni Rose Rosse d’Europa e Articolo 21 organizzano per mercoledì 16 settembre alle ore 18,00 presso la Sala del Governatore al palazzo dei sette ad orvieto un incontro pubblico per discutere sul tema e preparare la partecipazione manifestazione di Roma.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Di seguito il comunicato della Federazione Nazionale della Stampa :

"L'informazione non si fa mettere il guinzaglio": sabato 19 settembre la Federazione Nazionale della Stampa Italiana organizza una manifestazione a Roma. Libertà e Giustizia: "Anche noi in piazza per la libera informazione
C’è un allarme che sta diventando molto alto nel Paese. Non è la prima volta che è stata necessaria la mobilitazione anche contro governanti di segno diverso da quello attuale, ma oggi si sta vivendo una fase di grande delicatezza con attacchi senza precedenti. Non solo disegni di legge bavaglio ma anche azioni forti in sedi giudiziarie e manifestazioni pubbliche che hanno l’oggettivo risultato di costituire una minaccia per chi fa informazione ritenuta non gradita. L’informazione non si farà mettere il guinzaglio. Il mondo dell’informazione, assieme al mondo del lavoro ed alla società civile, è chiamato a scongiurare questo pericolo. C’è bisogno urgente di riassumere e promuovere la consapevolezza piena della funzione dell’informazione quale pilastro di ogni democrazia; una funzione che è anche politica ma che non appartiene alla disponibilità del potere. E’ una materia che va sottratta, prima che sia troppo tardi, alle contingenze dei virulenti contrasti politici e che impone pertanto il rispetto dei principi legali e sociali di convivenza di cui è parte integrante. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana ritiene che sia necessaria, quindi, una reattività civile nella considerazione che l’informazione è libertà; ogni ferita che essa subisce determina una attenuazione della libertà di tutti. E’ indispensabile che l’informazione possa dare una rappresentazione permanente della vita del Paese, nella pluralità dei punti di vista e di tutte le rappresentanze sociali e culturali e ne racconti liberamente i successi e i problemi. Nei prossimi giorni la Fnsi definirà il programma della manifestazione con le organizzazioni copromotrici dell’iniziativa. Giovedì della prossima settimana si riunirà a Roma la Giunta esecutiva federale.”