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mercoledì 22 dicembre 2010

IL GIOCO DELLE TRE CARTE 2 - di Valentino Filippetti



Il 20 dicembre ho assistito, dopo tanto tempo, al Consiglio Comunale d' Orvieto. Dopo diverse ore di audizione me ne sono andato con una certezza, la politica non abita piu’ lì.

Si doveva discutere un argomento forte, la proposta del consigliere Leoni (PdL) di istituire un Parco nella zona dei calanchi che ospita la discarica. Questo progetto è condiviso anche da altri consiglieri di orientamento politico diverso, come Germani(PD).

L’intenzione dei proponenti è di chiamare il consiglio ad esprimersi in modo chiaro su quale dovrà essere la politica dei rifiuti nei prossimi anni.

Da una parte la maggioranza del centro destra sostiene la necessità di riempire un nuovo calanco, proseguendo sulla strada intrapresa anni fa e dall’altra Leoni, Germani e altri consiglieri propongono un cambiamento radicale, che punti sulla raccolta differenziata e sul riciclo.

Mantenere la prima opzione vuol dire proseguire nell’occupazione del territorio , continuando a considerare la questioni rifiuti come un’attività economica da cui ricavare profitti piuttosto che un servizio.

Imboccare la seconda strada vuol dire realizzare, innanzi tutto, una rivoluzione culturale che spinga i cittadini a fare i conti con uno sviluppo consumistico che ci stà portando verso la catastrofe.

( E come sappiamo che la gestione delle catastrofi ormai è diventata una delle attività piu’ redditizie e speculative).

Il consiglio è stato preceduto da mesi di dibattito, da diversi rinvii e da un’intensa campagna del “Comitato Rifiuti Zero” che hanno rotto la tradizionale apatia degli Orvietani.

Il Sindaco Concina si è presentato con un “Documentino” acqua e sapone che non diceva niente.

Infatti il dibattito lo ha ignorato completamente e si è polarizzato su terzo calanco si, terzo calanco no. In mezzo il solito terreno paludoso in cui si muovono, apparentemente a loro agio, i trasfughi del centro sinistra e il neo segretario del PD. La loro parola d’ordine è rinvio ed alla fine la spuntano, anche perché il Sindaco fremeva perchè doveva andare a sentire Sgarbi ( che come si sa è piu’ importanre della discarica ). Ma c’è stato il tempo per un altro siparietto, messo su da Olimpieri che ha chiesto lumi su chi sia il capogruppo del PD. Prontamente il Presidente del Consiglio Frizza ha dato la linea : se non decide nessuno entro il 27 deciderà lui, per il piu’ anziano del PD.

Non cercate cosa ha detto Mariani. Era già sfinito per aver chiesto la sospensione del dibattito sulla discarica.

Politica Zero.

Del resto così doveva finire. Il lungo ciclo politico del Faraone era nato con la discarica. Il mio voto contro il primo conferimento extra bacino fu inutile sul finire degli anni ottanta. Come l'impegno serio e ricgoroso di Conticelli negli anni novanta. Era il tempo della giunta degli uomini e delle donne, quella che mise fine alla politica, dove contavano le “persone”. Il "maggioritario" con uomini soli al comando senza piu' controlli ne politici ne amministrativi.

Quel ciclo si è consolidato e poi è affondato con la discarica. Oggi la destra cerca di raccogliere il testimone e rinverdire i fasti della “monnezza”.

Non ha capito che un’epoca e finita, che il mondo è andato avanti e soprattutto che gli Orvietani hanno scoperto il giochino.

Sarà dura superare questo momento, perchè c’è una parte rilevante della Destra che è impegnata a dare continuità all’azione di governo della giunta Mocio ( e non solo per pagare le cambiali elettorali) mentre una parte dell’opposizione è impegnata a sostenere Concina.

Intanto i problemi marciscono.

Il PD sembra non aver ascoltato il campanello di allarme suonato da Germani con le dimissioni.

Ma presto sentirà le campane, se non cambia strada.

La cittadinanza è stanca dei giochi delle tre carte.

mercoledì 23 dicembre 2009

IL “GIOCO delle TRE CARTE” dello PSICANALISTA dei POVERI



Nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale di Orvieto, dove si discutevano le linee programmatiche del Sindaco, Tony Concina nella replica si è autodefinito “lo psicanalista dei poveri”.
I poveri sarebbero i tanti cittadini orvietani che si rivolgono al Sindaco per sottoporgli i loro problemi.
A quanto pare “il pianista” prestato alla politica inizia a mostrare segni di cedimento per un’avventura che si pensava molto piu’ confortevole. Non si è trovato in un grande salotto dove invitare amici e conoscenti e deliziarli delle bellezze della Rupe, ma in una selva, quasi una casba, piena di problemi.
Si è trovato a condividere dei compagni di strada occasionali e delle vicende, come l’eredità della giunta Mocio, che non può denunciare per le benevolenze ricevute in campagna elettorale ma che ogni giorno presentano nuovi conticini da saldare.
Ma a questo punto il manager delle relazioni ha tirato fuori il mestiere ed ha fatto la “mossa del cavallo”.
Ci ha regalato per Natale il Patto con Roma, un’alleanza strategica con la Capitale.
Ci piace sottolineare la portata del Patto con Roma che consta di ben due pagine e quattro articoli.
Roba da far tremare i polsi a qualsiasi programma di compressione digitale.
In pratica si affida la programmazione urbanistica futura di Orvieto al Comune di Roma.
Infatti all’articolo 1 comma 3 si dice che “Le parti si impegnano a ideare ad elaborare progetti di riqualificazione del centro storico, individuando soluzioni abitative al di fuori dello stesso ed in zone di futura espansione che possano essere di attrattiva anche per tante famiglie romane”.
Ed a seguire all’articolo 2 comma 2 si dice che “Al fine di assicurare l’attuazione degli obbiettivi previsti nel presente protocollo, è istituito in forma concordata e paritaria tra le parti un comitato di coordinamento generale…composta di : due membri designati dal Comune di Orvieto e tre membri designati dal Comune di Roma.”
Esattamente quello che andava predicando Martin Luter King, come era stato anticipato da un noto mensile locale qualche settimana fa.
Evidentemente si tratta di tecniche psicanalitiche sperimentali e moderne.
Di sicuro non seguono l’aritmetica e mostrano una certa considerazione degli orvietani.
Alla presentazione dell’ultimo libro di Riscaldati sono state evocate le vicende della peste nera della metà del XIV secolo quando Orvieto dopo gli splendori dei Monaldeschi e dei Filippeschi conobbe la fame e la malattia mortale che la costrinsero a rinunciare all’autonomia comunale e ad abdicare in favore del Papa.
Non credo che questa sia la storia di oggi che per essere capita, forse, necessita studiare meglio ed a fondo le vicissitudini di Ciaurro, compianto sindaco di Terni.

venerdì 4 dicembre 2009

La Carta Segreta di Tony CONCINA

A quanto pare il Sindaco di Orvieto starebbe per tirare fuori la sua carta segreta : guidare una nuova maggioranza “degli uomini e delle donne”. Ovvero coinvolgere il PD ( o una parte del PD ) per turare le falle della sua coalizione che vede di giorno in giorno l’aprirsi di nuove ferite.

L’operazione viene da lontano, qualcuno direbbe dalla stessa campagna elettorale, qualcun altro dall’incapacità manifesta di esprimere un indirizzo convincente su tutte le questioni aperte nella città.

L’elenco degli insuccessi è lunga: si va dalla mancata presentazione del programma del sindaco, alla “copertura” dei debiti fuori bilancio, dai ritardi sul riequilibrio, ai pasticci sul personale e sulla discarica. Anche sulle cose che non costano niente il Sindaco “pianista” ha toppato come la vicenda dell’orario ferroviario. Gran parte degli orvietani si sono andati convincendo che questo gentile pensionato non ha proprio idea di come si amministri una città (seppur piccola ). La raffica di nomine “esterne” hanno segnalato la sua sfiducia negli orvietani ed il suo piglio “manageriale” ha finito per provocare la rivolta dei suoi stessi consiglieri.

Ed ecco che allora si tira fuori dal cappello il “governo di salute pubblica”.

La campagna ha fatto proseliti. C’è chi cita i filosofi e chi chiede di coprire i buchi di bilancio e c’è chi addirittura scomoda il comandamento cristiano della carità.

Eppure tutto si può dire tranne che Concina abbia dovuto affrontare un centro sinistra pregiudiziale e guerrafondaio. Tutte le pratiche spinose sono passate con l’astensione e qualche volta con il voto favorevole del centro sinistra. Allora dove è il problema? A noi la risposta sembra semplice. Il male è nel mozzo attorno a cui gira la ruota del carro. Tony Concina e gran parte del centro destra non hanno la più pallida idea su dove portare la città.

Ovviamente il centro sinistra ha le sue responsabilità ( che ha pagato pesantemente con le elezioni). Ma si è presentato con un programma serio e con una candidata credibile che non si è nascosta dietro un dito, ha parlato il linguaggio della verità, anche quando questa era scomoda e difficile.

Certamente è giunto il tempo che il PD dica chiaramente come la pensa. Non può più nascondersi dietro il gruppo consiliare. In particolare l’on Trappolino, rimasto silente durante tutta la campagna elettorale ( e anche dopo) deve dire come la pensa, indicare una strategia e sottoporla ad un serio confronto negli organismi dirigenti del PD e con gli alleati.

A meno che anche lui non sia stato folgorato da Kant.

Post Scriptum.

Tanti anni fa due miei amici, ora diventati uno giornalista affermato e l’altro valente professore universitario, uscirono con due ragazze viterbesi. Dopo poco si allontanarono un po’dentro la discoteca. Il futuro giornalista fu raggiunto dalla ragazza che stava con il futuro professore universitario che si lamentò pesantemente del fatto che il futuro professore gli parlava solo di “CANTE” ( Kant) invece di invitarla a ballare. Succederà anche ai neoidealisti nostrani?

mercoledì 7 ottobre 2009

LE BUGIE ( anche quelle di MOCIO ) HANNO LE GAMBE CORTE



Di fronte al disastro dei conti del Comune di Orvieto è un continuo di interventi, recriminazioni, accuse, distinguo, giustificazioni.
Il pericolo è che si crei una gran confusione e non si capisca di cosa si stia parlando.
Veniamo ai fatti. Il Consiglio Comunale di Orvieto, come ogni altro consiglio comunale doveva entro il 30 settembre verificare se quanto previsto con il bilancio di previsione 2009 veniva confermato dall’andamento della spesa dei primi nove mesi.

L'amministrazione Concina non ha rispettato questa scadenza come del resto non ha presentato entro i termini di legge il programma del sindaco. Solo da pochi giorni è stata consegnata in commissione bilancio una proposta che però presenta alcuni lati oscuri, tanto che ha già avuto i rilievi dei revisori dei conti.

Comunque i dati ci sono: lo sbilancio è di 5.767.457,27.

Il primo dato è che quanto dichiarato dal Sindaco Mocio al consiglio del 28 dicembre 2008 all’atto dell’approvazione del bilancio di previsione 2009 :
““ Un bilancio prudenziale ed etico non di campagna elettorale. Sicuramente un bilancio risanato.” non è vero.

Le cose in discussione e i problemi da affrontare :
1. occorre procedere al riconoscimento del debito fuori bilancio ai sensi dell’artt. 193, 194 del DLGS 267/00;
2. Nella redazione del bilancio di previsione 2009 non si è rispettato il disposto di cui all’art. 162 del DLGS 267/00 “Principi del bilancio” c. 1 -in particolare i principi di annualità e vericidità- tanto è che lo stesso Collegio dei Revisori segnala la necessità di rivedere i criteri generali di predisposizione del bilancio di previsione dopo aver manifestato, tra l’altro, “forti perplessità in ordine ai criteri valutativi sulle previsioni di entrata e di spesa” riferite all’atto degli equilibri.
(Non parliamo del Bilancio Pluriennale …..)
3. La Giunta propone contestualmente: riconoscimento debito fuori bilancio, ripristino degli equilibri e una manovra (che vorrebbe assomigliare ad un assestamento) molto consistente sul comparto della spesa del bilancio di competenza 2009. Il tutto finanziato, in buona sostanza, da due fondamentali poste dell’entrata:
- concessione posti auto
- alienazione beni immobili (mattatoio - locali via pecorelli).
IL QUADRO SINTETICO DEI CONTI
Il riequilibrio proposto porta il fabbisogno a € 27.115.000
Questo vuol dire che rispetto al previsionale servono € 5.767.000
Se invece si considera l'assestato 2008 servono € 2.005.000

La differenza tra assestato 2008 e esigenze per riequilibrio € 3.762.000





ANALISI SQUILIRIO 2009

Totale Parziale di nuovo fabbisogno € 3.486.000
altre voci “particolari ;
 Derivati € 841.000
 SAO/Discarica € 960.000
 Biblioteca € 218,000
 Affitto ospedale € 370.000
 Canoni di appalto € 264.000
____________________________________
Totale € 2..653.000

TOTALE PARZIALE FABBISOGNO € 6.139.000

Minor Entrate € 281.000
Maggiori Entrate (Interessi pass. Obbl. e CRO) € 775.000
Debito Fuori Bil. confatec. € 990.000

TOTALE FABBISOGNO € 6.635.000

Alcune settimane fa per evitare la discussione del programma del Centro Sinistra il Sindaco propose di affidare all’assemblea dei capigruppo il compito di trovare una soluzione. Il centro sinistra ha accettato e si è messo al lavoro.
Le reazioni non si sono fatte attendere : furibonde quelle della destra estrema, piu soft ma non meno insidiose quelle dei sostenitori dell’ex sindaco. Questi ultimi negano che ci sia una deficit così pesante ma dicono che va approvato il riequilibrio, qualunque sia la soluzione proposta.

Ora è chiaro che una cosa è lo squilibrio che denota l’incapacità amministrativa dell’ex sindaco, un conto sono i debiti fuori bilancio su partite come i derivati, la confatec e la convenzione con la SAO. Per queste ultime cose è ovvio che si debba approfondire anche perché le responsabilità possono essere di vario tipo.

Quindi il buon senso dovrebbe spingere a dividere riequilibrio 3,5/4 milioni di euro, che va fatto per forza entro il 10 ottobre, e l’assestamento, per il quale c’è tempo tutto il mese di novembre. Assestamento che deve prefigurare anche il previsionale 2010 e gli interventi sul deficit strutturale che è attorno ai 2/2,5 milioni di euro.

Il riequilibrio è facile, anche perché tra la proposta di Concina e quella di Germani c’è differenza sostanzialmente solo su una cosa : se i parcheggi vanno venduti ai privati o affidati all’ATC ( di cui il Comune è socio importante). Nodo di fatto già sciolto dai revisori dei conti che sconsigliano vivamente nuove vendite.

Quindi siamo arrivati ai nodi di oggi ( non quelli di ieri o l’altro ieri). Per il PD si tratta di prendere atto che fu fatta una scelta sbagliata quando accettò il dictat regionale che impose Mocio al posto di Carpinelli. La presa di posizione di Trappolino è un contributo serio in questo senso.
Per Concina si tratta di decidere se si vuol continuare con i rapporti strani con l’area dell’ex sindaco o confrontarsi con il PD ed il centro sinistra alla luce del sole.

A Mocio spetterebbe un atto di serietà: dimettersi. Dire le bugie è peggio di sbagliare.

mercoledì 26 agosto 2009

Da Pier Luigi Leoni un contributo al confronto serio ed alla chiarezza

Pier Luigi Leoni nel rispondere ad un mio intervento che lo chiamava in causa, non solo conferma la sua competenza ma anche lo stile di uomo disponibile a discutere nel merito dei problemi, senza le invettive che purtroppo popolano sempre piu' spesso le discussioni dei blog.
Purtroppo nel merito non siamo daccordo.Infatti le argomentazioni che Leoni porta non rispondono alla questione di fondo che avevamo posto circa la illeggittimità della delibera 91 del 6 agosto.
Infatti:
- la delibera è stata adottata il 06/08/2009 e non menziona la più recente evoluzione legislativa in materia (vedi decreto anticrisi), infatti il decreto correttivo dell'anticrisi è stato approvato il 03/08/2009;

- la posizione dell'Anci che ha maturato la bozza di delibera risale al 20/07/2009 ,come si può evincere dal sito, rispondeva all'esigenza "politica" di formalizzare una provocazione al fine di poter intervenire propositivamente al dibattito relativo ai lavori preparatori del decreto anticrisi;

- la stessa Anci nella bozza di delibera adottata si riferiva esplicitamente ai Comuni impossibilitati a pagare le opere pubbliche realizzate, gli interventi finanziati da programmi europei ......"che se non completati, anche sotto l'aspetto dell'avvenuto pagagmento, entro IL PROSSIMO 30 GIUGNO 2009 andranno persi con un danno ............e revoca del finanziamento con restituzione di quanto eventualmente anticipato". In questi casi, dice l'Anci, sarebbe irresponsabile non indirizzare il Responsabile a procedere all'emissione dei mandati.
Autorevoli esponenti della materia sostenevano il percorso inverso per questi casi dove il danno minore è lo sforamento del patto: di fronte ad una sicura conseguenza negativa pesante - argomentata dimostrata dettagliata e quantificata - il dirigente informa l'amministrazione che procede al pagamento per evitare responsabilità PERSONALI e più gravi, per l'amministrazione, delle sanzioni del patto che mi permetto di precisare che non sono solo quelle elencate da chi ti ha risposto.

- per ciò che concerne il rispetto dei ruoli all'interno dell'apparato comunale, spetta al consiglio fornire indirizzi.

- per ciò che concerne i profili di responsabilità dei dirigenti o funzionari coinvolti mi sembra che quanto affermato nella risposta sia un po' evasiva della situazione oggettiva. Infatti, anche l'Anci che comunque risulta di parte afferma - si veda la nota di chiarimento del 17/07/2009 anci ifel - che occorre dimostrare che non si poteva fare a meno di sforare il patto pur assicurando una gestione improntata con la max economicità dell'azione.

Pertanto, anche per le ragioni su esposte, l'atto in questione risulta non adottabile in quanto manca degli elementi necessari che portano alla decisione finale.

Ma Pier Luigi Leoni introduce una questione ancor piu'seria quando afferma :
"All’inizio di luglio, in una conversazione informale alla quale partecipavano il sindaco Concina, esponenti della sinistra e altri, incoraggiai il sindaco a far saltare il patto di stabilità e mi trovai d’accordo con un illustre esponente della sinistra orvietana che era presente".

Quindi apprendiamo che appena svolte le elezioni e prima dell'elezione del Presidente del Consiglioe delle Commissioni Consiliari "esponenti della sinistra" e tra loro " un illustre esponente della sinistra orvietana" parteciparono ad un incontro con il neo sindaco Concina ed acuni esponenti del centro destra per discutere della situazione del bilancio comunale.
Ovviamente la cosa è leggittima ma apre seri interrogativi sulla situazione politica orvietana e sarebbe salutare sapere chi erano questi "esponenti dellasinistra orvietana". Appunto giusto per fare chiarezza.

La giunta Concina ha fatto saltare il patto di stabilità con una deliberazione legittima e necessaria - di Pier Luigi Leoni

da www.orvietosi.it

Nel commentare il mio precedente corsivo, Valentino Filippetti, dopo avermi dato atto della mia competenza (e per questo lo ringrazio), mi rimprovera perché non ho reagito a una deliberazione della giunta Concina che egli ritiene (e io dovrei ritenere) illegittima.

La deliberazione consiste in una direttiva alla burocrazia comunale di pagare le spese d’investimento anche violando il patto di stabilità interno.

Diciamo subito che il patto di stabilità interno non è un patto, ma è l’imposizione da parte della Stato alle regioni, alle province ai comuni con popolazione superiore a 5000 abitanti di concorrere al risanamento della finanza pubblica. Il contenuto del cosiddetto patto consiste in una serie di restrizioni ai procedimenti di spesa e in meccanismi premianti e punitivi in caso di adeguamento o meno degli enti.

Va detto che dall’introduzione del patto, nel 1999, il legislatore statale ne ha cambiato continuamente la complicata disciplina, dimostrando quanto gli esperti che redigono le leggi di contenuto tecnico- finanziario siano inesperti di regioni ed enti locali. Non mi dilungo sui problemi interpretativi che creano norme mal fatte e continuamente cangianti e sui disastri che esse possono provocare agli enti che cercano di osservarle.

Fatto sta che spesso gli enti, dopo aver valutato i pro e i contra della violazione del patto, decidono di non rispettarlo e di rassegnarsi alle previste conseguenze. In questo non c’è niente di illegale, a meno che le decisioni non siano motivate. E non c’è responsabilità per danno al comune da parte degli amministratori e dei dirigenti, semplicemente perché tale danno non c’è. Le sanzioni consistono, per i comuni, in una riduzione massima del 5 per cento dei già miseri contributi fissi a fondo perduto che lo Stato sborsa ogni anno, nella riduzione del 30 per cento delle indennità agli amministratori (non solo al sindaco, agli assessori e ai consiglieri, ma anche agli amministratori di società e aziende comunali, compresa la farmacia) e nel divieto assumere nuovi dipendenti comunali nel 2010.

A parte il fatto che far risparmiare alcune decine di migliaia di euro allo Stato e al comune non comporta responsabilità, va tenuto conto dei benefici che ne derivano al comune e ai suoi creditori nonché alla ripresa delle opere pubbliche: una iniezione di liquidità nell’economia orvietana di cui si sentiva il bisogno.

Peraltro la deliberazione della giunta Concina ricalca uno schema elaborato e proposto dall’Associazione Comunale dei Comuni Italiani (ANCI), che dispone di esperti di finanza e diritto comunale molto più prestigiosi di quelli che redigono le norme del patto di stabilità.

All’inizio di luglio, in una conversazione informale alla quale partecipavano il sindaco Concina, esponenti della sinistra e altri, incoraggiai il sindaco a far saltare il patto di stabilità e mi trovai d’accordo con un illustre esponente della sinistra orvietana che era presente. Data la tecnicità dell’argomento non me la sentii di scriverne, ma adesso Valentino Filippetti mi ci obbliga.

sabato 27 giugno 2009

La Mappa della sconfitta del Centrosinistra



Vi riproponiamo una cartina allegata all'articolo di Mario Roych su SETTEGIORNI IN UMBRIA il 26 giugno 2009. Le stesse cose le avevamo sostenute il 24 giugno su Orvietonews e perciò ve le riproponiamo.

"Un anno fa dopo le elezioni politiche il PD di Orvieto organizzò un seminario con il prof. SCHIRRU dell'Istituto Gramsci sullo spostamento a destra che si era manifestato alle elezioni politiche in tutta Europa negli ultimi anni.
Mostrò una cartina dell'Europa dove le aree dell'asse centrale dell'industria europea da Manchester all'Alsazia, alla Ruhr e giu' giu fino al nostro Lombardo Veneto, che prima erano rosse ( di sinistra) mano mano erano diventate blu (di destra). Se voi guardate la cartina dell'Umbria negli ultimi anni la parte centrale da Montefalco, Bastia, Bettona, Collazzone, Todi e ora Orvieto, dove scorre il Tevere, dove c'è piu' dinamismo economico e commerciale si è spostato a destra. Da qui devono partire i giovani PD che sanno cosa è l'economia, la società dell'informazione,la storia, la statistica, la sociologia, il marketing territoriale ( ecc.ecc) e indicare una nuova missione al centrosinistra per lo sviluppo compatibile in una società coesa."

sabato 21 marzo 2009

A Todi bella Manifestazione Antifascista












Molti cittadini hanno accolto questa mattina l'appello a manifestare lanciato dall'ANPI e si sono ritrovati a Todi nonostante la mattinata gelida ed il nevischio.
per ricordare l'eccidio delle Fosse Ardeatine
e per protestare contro la proposta di intitolare una via a Giorgio Almirante.
Presenti delegazioni dell'Associazionie Partigiani da tutta l'Umbria ( Marsciano, Foligno, Orvieto, Perugia, Spoleto, Massa Martana) guidate dal coordinatore di Perugia Giovanni Simoncelli e dal vice presidente della sezione ternana Valentino Filippetti. Ovviamente molti di Todi tra cui Graziano Marini.
Folta anche la presenza istituzionale con i sindaci di Montecastello di Vibio Roberto Cerquaglia e di Fratta Todina Stefano Mencacci, il vice sindaco di Colazzone Riccardo Felicini e l'assessore di Todi Mario Ciani.
Proprio Ciani ha portato il saluto dell'amministrazione comunale di Todi pima che prendesse la parola Giampaolo Loreti, un vecchio partigiano di Spoleto che ha ricordato il valore della lotta partigiana e la necessità di difendere la Costitizione e le Istituzioni Repubblicane.
Significativa la presenza di molt giovani nonostante la temperatura glaciale e la neve.

venerdì 20 febbraio 2009

Il Futuro del PD - di Valentino Filippetti

Il futuro del PD.

In questi giorni molti si interrogano sul futuro del PD. C’è chi auspica un suo rapido dissolvimento invece chi lo teme, come i molti italiani che hanno partecipato con entusiasmo alla sua fondazione.
Ma la domanda vera da porsi è se serve all’Italia il Pd. Ovvero se in un paese che stà sprofondando in una crisi economica e sociale senza precedenti e con classi dirigenti di centro destra tentate dalla svolta autoritaria, serve una forza che unisca i riformismi di varia matrice e natura.
Questo è il punto. Certamente Veltroni ha fatto degli errori ( a mio avviso vocazione maggioritaria, partito liquido, incertezza su temi fondamentali come quelli etici ed internazionali) ma il PD non è questa o quella scelta politica ma l’idea di invertire la tendenza tipica della sinistra ( non solo italiana) di frantumarsi ripetutamente. I tanti elettori di rifondazione che hanno votato PD le ultime elezioni politiche questo ci hanno detto, tanto per fare un esempio.
Oggi di fronte all’ennesima vittoria Berlusconiana questa esigenza è ancora piu’ forte. La necessità di costruire processi unitari nel centro sinistra ancora piu’ impellente.
La missione del PD rimane intatta e chiama ad un impegno ulteriore tutti quelli che hanno a cuore le sorti della democrazia e vogliono difendere le ragioni della parte piu’ laboriosa ed indifesa della società italiana.
Il PD si darà un nuovo segretario e si dovrà dare una nuova politica. Con l’assemblea di sabato inizia una nuova fase e la responsabilità dei 3.000 costituenti ( tra i quali i nostri Carlo Emanuele Trappolino, Silvia Fringuello e Loriana Stella) è grande.
E’ una responsabilità non solo verso i tre milioni e mezzo di cittadini che li hanno eletti ma nei confronti di tutto il popolo del centro sinistra.
L’orientamento espresso dalla stragrande maggioranza dei dirigenti di affidare a Dario Franceschini la gestione di questa fase elettorale e poi di avviare il congresso mi sempre giusta e spero che venga approvata. A livello locale bisogna farla finita con la doppiezza che ha contraddistinto parte rilevante del gruppo dirigente del PD. Il partito si è dato nuove regole, bisogna rispettarle.
Come ha scritto giustamente il vice presidente del consiglio comunale di Orvieto Fausto Vergari : “ Il PD si è dato buone regole (vedere lo statuto): elezioni primarie per individuare i candidati per le cariche amministrative di vertice e per le cariche all’interno del partito, alcune incompatibilità, limite di due mandati per le cariche elettive. E sono queste regole che fanno la differenza con gli altri partiti, queste regole sono uno dei principali valori del Partito Democratico. Guai a tornare indietro: allora si che il PD morirebbe per consunzione come stava accadendo ai DS e alla Margherita”
Come bisogna prendere atto del limiti della visione “maggioritaria” portata avanti fino ad oggi che spesso è scaduta in una pericolosa autosufficienza.
Se il PD andasse da solo alle elezioni nei 24 Comuni della provincia di Terni perderebbe quasi dappertutto. Quindi rimbocchiamoci le maniche ed affrontiamo con tutto il centro sinistra ( anche qualcuno che era all’opposizione) un serio discorso programmatico che deve essere il vero discrimine per le alleanze.
Abbiamo molte cose in comune a partire dal Disegno Strategico Territoriale approvato dalla giunta regionale a fine dicembre 2008. Il Pd ha fatto già la sua parte elaborando sia a livello provinciale che comunale due piattaforme molto serie e documentate.
Al tempo stesso il centro sinistra è chiamato a dare da subito un contributo per dare risposte alla grave crisi economica. Obama ha iniziato con un massiccio programma di opere pubbliche. Ebbene in Umbria ci sono tre opere ( le piastre logistiche) che da sole hanno in dotazione 60 milioni di euro. Le provincie hanno progetti approvati e finanziati per 30 milioni di euro. Non parliamo dei Servizi Idrici. Ebbene bisogna che chi governa faccia il proprio mestiere . Anche così si aiuta il centro sinistra ed il PD.