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mercoledì 22 dicembre 2010

IL GIOCO DELLE TRE CARTE 2 - di Valentino Filippetti



Il 20 dicembre ho assistito, dopo tanto tempo, al Consiglio Comunale d' Orvieto. Dopo diverse ore di audizione me ne sono andato con una certezza, la politica non abita piu’ lì.

Si doveva discutere un argomento forte, la proposta del consigliere Leoni (PdL) di istituire un Parco nella zona dei calanchi che ospita la discarica. Questo progetto è condiviso anche da altri consiglieri di orientamento politico diverso, come Germani(PD).

L’intenzione dei proponenti è di chiamare il consiglio ad esprimersi in modo chiaro su quale dovrà essere la politica dei rifiuti nei prossimi anni.

Da una parte la maggioranza del centro destra sostiene la necessità di riempire un nuovo calanco, proseguendo sulla strada intrapresa anni fa e dall’altra Leoni, Germani e altri consiglieri propongono un cambiamento radicale, che punti sulla raccolta differenziata e sul riciclo.

Mantenere la prima opzione vuol dire proseguire nell’occupazione del territorio , continuando a considerare la questioni rifiuti come un’attività economica da cui ricavare profitti piuttosto che un servizio.

Imboccare la seconda strada vuol dire realizzare, innanzi tutto, una rivoluzione culturale che spinga i cittadini a fare i conti con uno sviluppo consumistico che ci stà portando verso la catastrofe.

( E come sappiamo che la gestione delle catastrofi ormai è diventata una delle attività piu’ redditizie e speculative).

Il consiglio è stato preceduto da mesi di dibattito, da diversi rinvii e da un’intensa campagna del “Comitato Rifiuti Zero” che hanno rotto la tradizionale apatia degli Orvietani.

Il Sindaco Concina si è presentato con un “Documentino” acqua e sapone che non diceva niente.

Infatti il dibattito lo ha ignorato completamente e si è polarizzato su terzo calanco si, terzo calanco no. In mezzo il solito terreno paludoso in cui si muovono, apparentemente a loro agio, i trasfughi del centro sinistra e il neo segretario del PD. La loro parola d’ordine è rinvio ed alla fine la spuntano, anche perché il Sindaco fremeva perchè doveva andare a sentire Sgarbi ( che come si sa è piu’ importanre della discarica ). Ma c’è stato il tempo per un altro siparietto, messo su da Olimpieri che ha chiesto lumi su chi sia il capogruppo del PD. Prontamente il Presidente del Consiglio Frizza ha dato la linea : se non decide nessuno entro il 27 deciderà lui, per il piu’ anziano del PD.

Non cercate cosa ha detto Mariani. Era già sfinito per aver chiesto la sospensione del dibattito sulla discarica.

Politica Zero.

Del resto così doveva finire. Il lungo ciclo politico del Faraone era nato con la discarica. Il mio voto contro il primo conferimento extra bacino fu inutile sul finire degli anni ottanta. Come l'impegno serio e ricgoroso di Conticelli negli anni novanta. Era il tempo della giunta degli uomini e delle donne, quella che mise fine alla politica, dove contavano le “persone”. Il "maggioritario" con uomini soli al comando senza piu' controlli ne politici ne amministrativi.

Quel ciclo si è consolidato e poi è affondato con la discarica. Oggi la destra cerca di raccogliere il testimone e rinverdire i fasti della “monnezza”.

Non ha capito che un’epoca e finita, che il mondo è andato avanti e soprattutto che gli Orvietani hanno scoperto il giochino.

Sarà dura superare questo momento, perchè c’è una parte rilevante della Destra che è impegnata a dare continuità all’azione di governo della giunta Mocio ( e non solo per pagare le cambiali elettorali) mentre una parte dell’opposizione è impegnata a sostenere Concina.

Intanto i problemi marciscono.

Il PD sembra non aver ascoltato il campanello di allarme suonato da Germani con le dimissioni.

Ma presto sentirà le campane, se non cambia strada.

La cittadinanza è stanca dei giochi delle tre carte.

lunedì 8 febbraio 2010

Nota del Partito Democratico di Orvieto sulle dichiarazioni del Sindaco Concina in Consiglio Comunale l'8 febbraio




Spiace dover notevolmente ridimensionare la portata dell'annuncio del Sindaco Concina il quale, durante il consiglio comunale di lunedì 8 febbraio, ha dato per definito l'accordo con il Partito Democratico sui temi del bilancio e del "patto con Roma". Probabilmente, il sindaco si è fatto prendere la mano dalla retorica e ha trasformato la disponibilità del PD a ragionare su questi due temi (posizione arcinota e ripetuta sino alla noia) in un contratto già sottoscritto. Non è così.
Non vorremmo che il pur necessario confronto tra le forze politiche serva da canovaccio ad una "commedia degli equivoci" in cui si perde tempo e non si conclude nulla.

È questo il tempo della responsabilità e della trasparenza. Tra pochi giorni, il Partito Democratico riunirà il coordinamento comunale per presentare sia le proprie proposte in merito al "patto con Roma" sia le proprie idee circa il percorso che porterà all'approvazione del bilancio 2010. Si tratta di temi che meritano un ragionamento più ponderato e un'ampia condivisione. Dalla discussione fatta in quella sede verranno infine stabiliti gli orientamenti politici del PD.

Le "politiche dell'annuncio", come quelle esibite recentemente dal primo cittadino, servono solo ad alzar polvere. Il Sindaco ci dica piuttosto se la sua amministrazione ce la fa a costruire un'ipotesi di bilancio attorno a cui discutere alla luce del sole, nella trasparenza di un dibattito pubblico che riguarda tutta la città. Ripetiamo quindi a futura memoria: la disponibilità del PD non è una delega in bianco né può essere oggetto di una reiterata strumentalizzazione . Il sindaco ci dica cosa vuol fare e noi ragioneremo con lui con responsabilità e lealtà. Ma non ci chieda di essere comprimari di un'inutile balletto mentre la città sta soffrendo la mancanza di progetto e di governo.

Infine, non si provi a costruire equazioni false che tengono insieme "patto con Roma" e approvazione della parte operativa del Piano Regolatore Generale, quasi a suggerire scambi e intese sotterranee. La decisione di portare all'approvazione del consiglio il PRGO è da attribuire infatti alla Giunta e al Sindaco.
Grande è la confusione sotto il cielo... ritirato per la seconda volta il PRG.O. Bene comune o bene di sé?

mercoledì 23 dicembre 2009

IL “GIOCO delle TRE CARTE” dello PSICANALISTA dei POVERI



Nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale di Orvieto, dove si discutevano le linee programmatiche del Sindaco, Tony Concina nella replica si è autodefinito “lo psicanalista dei poveri”.
I poveri sarebbero i tanti cittadini orvietani che si rivolgono al Sindaco per sottoporgli i loro problemi.
A quanto pare “il pianista” prestato alla politica inizia a mostrare segni di cedimento per un’avventura che si pensava molto piu’ confortevole. Non si è trovato in un grande salotto dove invitare amici e conoscenti e deliziarli delle bellezze della Rupe, ma in una selva, quasi una casba, piena di problemi.
Si è trovato a condividere dei compagni di strada occasionali e delle vicende, come l’eredità della giunta Mocio, che non può denunciare per le benevolenze ricevute in campagna elettorale ma che ogni giorno presentano nuovi conticini da saldare.
Ma a questo punto il manager delle relazioni ha tirato fuori il mestiere ed ha fatto la “mossa del cavallo”.
Ci ha regalato per Natale il Patto con Roma, un’alleanza strategica con la Capitale.
Ci piace sottolineare la portata del Patto con Roma che consta di ben due pagine e quattro articoli.
Roba da far tremare i polsi a qualsiasi programma di compressione digitale.
In pratica si affida la programmazione urbanistica futura di Orvieto al Comune di Roma.
Infatti all’articolo 1 comma 3 si dice che “Le parti si impegnano a ideare ad elaborare progetti di riqualificazione del centro storico, individuando soluzioni abitative al di fuori dello stesso ed in zone di futura espansione che possano essere di attrattiva anche per tante famiglie romane”.
Ed a seguire all’articolo 2 comma 2 si dice che “Al fine di assicurare l’attuazione degli obbiettivi previsti nel presente protocollo, è istituito in forma concordata e paritaria tra le parti un comitato di coordinamento generale…composta di : due membri designati dal Comune di Orvieto e tre membri designati dal Comune di Roma.”
Esattamente quello che andava predicando Martin Luter King, come era stato anticipato da un noto mensile locale qualche settimana fa.
Evidentemente si tratta di tecniche psicanalitiche sperimentali e moderne.
Di sicuro non seguono l’aritmetica e mostrano una certa considerazione degli orvietani.
Alla presentazione dell’ultimo libro di Riscaldati sono state evocate le vicende della peste nera della metà del XIV secolo quando Orvieto dopo gli splendori dei Monaldeschi e dei Filippeschi conobbe la fame e la malattia mortale che la costrinsero a rinunciare all’autonomia comunale e ad abdicare in favore del Papa.
Non credo che questa sia la storia di oggi che per essere capita, forse, necessita studiare meglio ed a fondo le vicissitudini di Ciaurro, compianto sindaco di Terni.

martedì 22 dicembre 2009

Bocciate le proposte per la Ex Piave : persi 5 mesi di tempo.





Finalmente aperte le buste contenenti le offerte per la rifunzionalizzazione della ex caserma Piave e dell'ex Ospedale e per l'individuazione del socio operativo privato di minoranza della società R.P.O. srl.
La commissione composta dall'Ing. Mario Angelo Mazzi, Presidente (Dirigente del Settore tecnico e manutenzione del Comune), dall'Avv. Stefania Rosi Bonci (funzionario amministrativo della Regione Umbria), dall'Avv. Luca Giardini, dall'Arch. Glauco Provani e dal Prof. Stefano Rodotà ha escluso per vizi sostanziali e formali, entrambi i concorrenti: lo studio di Architetti Associati C. e G. Pediconi-R. Magagnini e la RTI (raggruppamento temporaneo d'imprese) fra Compagnia Fondiaria Nazionale Spa, Marsilio Editore Spa, Civita Servizi Srl.

Di fatto alle vicissitudini legate alla gestione della socità RPO si è assomma ora questa lunga attesa per un atto che poteva benissimo essere fatto 5 o 6 mesi fà non appena insediato il nuovo consiglio comunale.
La città si trova di nuovo ad affrontare un nuovo riavvio del progetto dal quale dipende gran parte del proprio rilancio.

Le 14 righe dedicate dal sindaco Tony Concina nelle sue dichiarazioni programmatiche le dicono lunga delle difficoltà del centro destra di affrontare le questioni piu' serie e per dare risposte certe in tempi accettabili.

sabato 19 dicembre 2009

DICEMBRE 2007 : Telecom, Bernabè vara il nuovo organigramma

CONSIDERANDO IL RUOLO CHE SONO ANDATI ASSUMENDO AD ORVIETO TANTI PERSONAGGI PROVENIENTI O IN FORZA A TELECOM INFORMEREMO I NOSTRI LETTORI, PER QUELLO CHE CI SARA' POSSIBILE SULLE VICENDE PIU' IMPORTANTI DI QUESTA AZIENDA. Partiremo dal nuovo organigramma del 2007 che vide l'addio di Tony Concina dalla Direzione delle Relazioni Esterne.
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Telecom, Bernabè vara il nuovo organigramma

Lavori in corso nell'organigramma di Telecom Italia.
Dal 14 gennaio torna nel gruppo Oscar Cicchetti, al quale viene attribuita la responsabilità della neo costituita "Direzione business strategies & international development", alle dirette dipendenze dell'amministratore delegato Franco Bernabè.
Inoltre dal 1ڧgennaio, con il compito di assicurare la gestione delle operazioni di acquisizione e dismissione, viene costituita la funzione Mergers & Acquisitions, affidata a Paolo Ferrari, cui farà capo la funzione Mergers & Acquisitions and International Projects Development, guidata da Francesco Saverio Bruno, che viene ridenominata International Projects.
Dalla stessa data la funzione di gruppo security (Damiano Toselli), passa alle dirette dipendenze dell'a.d.: in precedenza rispondeva alle risorse umane (Gustavo Bracco).
Viene inoltre costituita la funzione Innovation & Business Development, affidata a Luca Tomassini che dal 1ڠgennaio entra a far parte del gruppo.
Lascia il direttore delle relazioni esterne, Antonio Concina. La funzione viene soppressa e sdoppiata in communicazione (Massimiliano Paolucci) e pubblicità (Andrea Imperiali). Alle relazioni con i media- istituzionale arriva Federica Moroni.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4...&area=box06

venerdì 4 dicembre 2009

La Carta Segreta di Tony CONCINA

A quanto pare il Sindaco di Orvieto starebbe per tirare fuori la sua carta segreta : guidare una nuova maggioranza “degli uomini e delle donne”. Ovvero coinvolgere il PD ( o una parte del PD ) per turare le falle della sua coalizione che vede di giorno in giorno l’aprirsi di nuove ferite.

L’operazione viene da lontano, qualcuno direbbe dalla stessa campagna elettorale, qualcun altro dall’incapacità manifesta di esprimere un indirizzo convincente su tutte le questioni aperte nella città.

L’elenco degli insuccessi è lunga: si va dalla mancata presentazione del programma del sindaco, alla “copertura” dei debiti fuori bilancio, dai ritardi sul riequilibrio, ai pasticci sul personale e sulla discarica. Anche sulle cose che non costano niente il Sindaco “pianista” ha toppato come la vicenda dell’orario ferroviario. Gran parte degli orvietani si sono andati convincendo che questo gentile pensionato non ha proprio idea di come si amministri una città (seppur piccola ). La raffica di nomine “esterne” hanno segnalato la sua sfiducia negli orvietani ed il suo piglio “manageriale” ha finito per provocare la rivolta dei suoi stessi consiglieri.

Ed ecco che allora si tira fuori dal cappello il “governo di salute pubblica”.

La campagna ha fatto proseliti. C’è chi cita i filosofi e chi chiede di coprire i buchi di bilancio e c’è chi addirittura scomoda il comandamento cristiano della carità.

Eppure tutto si può dire tranne che Concina abbia dovuto affrontare un centro sinistra pregiudiziale e guerrafondaio. Tutte le pratiche spinose sono passate con l’astensione e qualche volta con il voto favorevole del centro sinistra. Allora dove è il problema? A noi la risposta sembra semplice. Il male è nel mozzo attorno a cui gira la ruota del carro. Tony Concina e gran parte del centro destra non hanno la più pallida idea su dove portare la città.

Ovviamente il centro sinistra ha le sue responsabilità ( che ha pagato pesantemente con le elezioni). Ma si è presentato con un programma serio e con una candidata credibile che non si è nascosta dietro un dito, ha parlato il linguaggio della verità, anche quando questa era scomoda e difficile.

Certamente è giunto il tempo che il PD dica chiaramente come la pensa. Non può più nascondersi dietro il gruppo consiliare. In particolare l’on Trappolino, rimasto silente durante tutta la campagna elettorale ( e anche dopo) deve dire come la pensa, indicare una strategia e sottoporla ad un serio confronto negli organismi dirigenti del PD e con gli alleati.

A meno che anche lui non sia stato folgorato da Kant.

Post Scriptum.

Tanti anni fa due miei amici, ora diventati uno giornalista affermato e l’altro valente professore universitario, uscirono con due ragazze viterbesi. Dopo poco si allontanarono un po’dentro la discoteca. Il futuro giornalista fu raggiunto dalla ragazza che stava con il futuro professore universitario che si lamentò pesantemente del fatto che il futuro professore gli parlava solo di “CANTE” ( Kant) invece di invitarla a ballare. Succederà anche ai neoidealisti nostrani?

giovedì 5 novembre 2009

IL PORTO DELLE NEBBIE DELLA CASERMA PIAVE

Il Gattopardo si è insediato saldamente nella foresta dell'Amministrazione Comunale orvietana, allietato dalla musica frizzante del “pattugliatore di salotti in”.

Gli orvietani dovranno rassegnarsi, niente “GRANDE CAMBIAMENTO”. Solo un po’ di nomine per gratificare gli amici romani, magari con la villa in collina e con un occhio di riguardo a chi ha portato acqua per la vittoria pur proclamandosi avversario.

I proclami di guerra sui buchi di bilancio e nefandezze varie, denunciate per anni, si sono arenate sul voto si fiducia a favore del riequilibrio dell'ottobre scorso. Al tempo stesso su tutti i problemi aperti l'Amministrazione è arrivata fuori tempo massimo e con soluzioni pasticciate e approssimative.

Ma il bello deve ancora venire e riguarda il futuro della caserma Piave.

Questa estate per rispondere alle critiche del nostro blog il musicista aveva fatto sapere su un altro giornale che a Cortina, mentre faceva il mattatore con i big della politica, aveva avuto “una lunga colazione di lavoro con Cesare De Michelis” uno degli investitori, attraverso le Edizioni Marsilio, interessati al progetto della Piave.

La cosa ci ha un po’ sorpreso e abbiamo aspettato per settimane che uscisse una smentita o una precisazione del Sindaco e dell'Amministrazione.

Come sapete in Italia alcuni anni fa è stato messo in croce Piero Fassino per una telefonata avuta con Giovanni Consorte a commento dell'ormai avvenuta operazione BNL-UNIPOL.

Abbiamo pensato che se Fassino non poteva chiacchierare con un manager di fatti già avvenuti forse il Sindaco di Orvieto non poteva parlare con dei manager di fatti che dovevano ancora avvenire, per di più oggetto di una gara i cui contendenti dovrebbero essere segreti fino all'apertura.

Ma stranamente nessuno, tranne i capigruppo di PD e Sinistra e Libertà, ha obiettato niente.

Allora siamo andati a documentarci su questo manager interessato alla caserma Piave.

Ovviamente il nostro lavoro è artigianale e utilizza internet, che non è propriamente la bibbia. Comunque questo è quello che abbiamo trovato.

Sull'Espresso, in un articolo di Roberto Di Caro e Vittorio Malagutti dal titolo “VADO, FALLISCO E TORNO” che si occupava di falliti eccellenti dopo la caduta, ad un certo punto riferendosi a Giancarlo Parretti è scritto : “Al suo ex-socio Parretti (socio di Florio Fiorini) è andata anche meglio. In galera c'è entrato quattro volte, ma non c'è rimasto a lungo. Lo scorso anno si è inventato la Fondazione Walter Pierpaoli per le scienze della vita: vende un medicinale a base di melatonina, presentato come una sorta di elisir di lunga vita … Chi c'è nel consiglio della sua fondazione? Cesare De Michelis, cioè Marsilio Editore, fratello dell'ex ministro Gianni”.

Il 16 febbraio 2005 a Roma era stata costituita infatti la Fondazione denominata “VATERAI PIERPAOLI INSTITUTUM STUDIIS NATURAE AC HUMANAE VITAE PROVEHENDIS”. Tra i fondatori ci sono Giancarlo Parretti e Cesare De Michelis. La Fondazione ha sede in via dei Dolci n. 1 ad Orvieto.

In un articolo del Corriere della Sera del 15 ottobre 1996 dal titolo “TRENI IN CAMBIO DI FILM: LO STRANO AFFARE ALTA VELOCITA' METRO GOLDWIN MAYER” nel quale si parla del ruolo di Florio Fiorini, Bettino Craxi, Gianni De Michelis e Lorenzo Necci nella scalata alla Metro Goldwyn Mayer si dice che “Al vertice della holding di Parretti sedeva Cesare De Michelis, fratello del ministro.”

Sul Corriere della Sera del 28 ottobre 1992 Ivo Caizzi scrive un articolo dal titolo “I MISTERI DI FIORINI DALL’ENI FINO A HOLLYWOOD” dove viene ricostruita la carriera del finanziere arrivata al massimo splendore con la scalata alla Metro Goldwyn Mayer e poi la caduta sotto i colpi della magistratura. Nel ripercorrere la carriera di Fiorini dopo il 1982 Caizzi scrive: “Dopo un po’ di apnea, riemerse in Svizzera come manovratore dei miliardi della SASEA, un'antica holding quotata in Borsa, appartenuta fino al crac Ambrosiano proprio al Vaticano. Tra i suoi partner c'era Antonio Lefevre D'Ovidio, noto per il suo coinvolgimento nel caso Lockheed, famoso scandalo a base di tangenti politiche degli anni Settanta. In seguito arrivarono altri vecchi amici dell'ENI, dall'ex presidente Giorgio Mazzanti (dimessosi proprio per lo scandalo Eni Petromin, al dirigente Ivo Calcagni, a Hans Willi, discusso collaboratore per gli affari petroliferi in Nigeria. Una vera lavanderia”.

Su la Repubblica del 26 giugno 1990 in un articolo titolato “CONTRO PARRETTI NIENTE PROVE” Sergio Luciano aveva scritto: “Cesare De Michelis, un professore universitario, editore (controlla la Marsilio), ex assessore, ex consigliere della Biennale - a dispetto di questa gragnula di grane - anziché prendere le distanze da Parretti, ha negli ultimi mesi stretto i suoi rapporti con le sue società.”

Ovviamente la frammentarietà delle informazioni non permette di ricavare un'idea definita su chi sia Cesare De Michelis, cosa rappresenti e tanto meno cosa vuole fare.

Noi rimaniamo perciò al vecchio proverbio contadino “DIMMI CON CHI VAI E TI DIRO' CHI SEI”. E la compagnia ci sembra proprio ben assortita.

mercoledì 7 ottobre 2009

LE BUGIE ( anche quelle di MOCIO ) HANNO LE GAMBE CORTE



Di fronte al disastro dei conti del Comune di Orvieto è un continuo di interventi, recriminazioni, accuse, distinguo, giustificazioni.
Il pericolo è che si crei una gran confusione e non si capisca di cosa si stia parlando.
Veniamo ai fatti. Il Consiglio Comunale di Orvieto, come ogni altro consiglio comunale doveva entro il 30 settembre verificare se quanto previsto con il bilancio di previsione 2009 veniva confermato dall’andamento della spesa dei primi nove mesi.

L'amministrazione Concina non ha rispettato questa scadenza come del resto non ha presentato entro i termini di legge il programma del sindaco. Solo da pochi giorni è stata consegnata in commissione bilancio una proposta che però presenta alcuni lati oscuri, tanto che ha già avuto i rilievi dei revisori dei conti.

Comunque i dati ci sono: lo sbilancio è di 5.767.457,27.

Il primo dato è che quanto dichiarato dal Sindaco Mocio al consiglio del 28 dicembre 2008 all’atto dell’approvazione del bilancio di previsione 2009 :
““ Un bilancio prudenziale ed etico non di campagna elettorale. Sicuramente un bilancio risanato.” non è vero.

Le cose in discussione e i problemi da affrontare :
1. occorre procedere al riconoscimento del debito fuori bilancio ai sensi dell’artt. 193, 194 del DLGS 267/00;
2. Nella redazione del bilancio di previsione 2009 non si è rispettato il disposto di cui all’art. 162 del DLGS 267/00 “Principi del bilancio” c. 1 -in particolare i principi di annualità e vericidità- tanto è che lo stesso Collegio dei Revisori segnala la necessità di rivedere i criteri generali di predisposizione del bilancio di previsione dopo aver manifestato, tra l’altro, “forti perplessità in ordine ai criteri valutativi sulle previsioni di entrata e di spesa” riferite all’atto degli equilibri.
(Non parliamo del Bilancio Pluriennale …..)
3. La Giunta propone contestualmente: riconoscimento debito fuori bilancio, ripristino degli equilibri e una manovra (che vorrebbe assomigliare ad un assestamento) molto consistente sul comparto della spesa del bilancio di competenza 2009. Il tutto finanziato, in buona sostanza, da due fondamentali poste dell’entrata:
- concessione posti auto
- alienazione beni immobili (mattatoio - locali via pecorelli).
IL QUADRO SINTETICO DEI CONTI
Il riequilibrio proposto porta il fabbisogno a € 27.115.000
Questo vuol dire che rispetto al previsionale servono € 5.767.000
Se invece si considera l'assestato 2008 servono € 2.005.000

La differenza tra assestato 2008 e esigenze per riequilibrio € 3.762.000





ANALISI SQUILIRIO 2009

Totale Parziale di nuovo fabbisogno € 3.486.000
altre voci “particolari ;
 Derivati € 841.000
 SAO/Discarica € 960.000
 Biblioteca € 218,000
 Affitto ospedale € 370.000
 Canoni di appalto € 264.000
____________________________________
Totale € 2..653.000

TOTALE PARZIALE FABBISOGNO € 6.139.000

Minor Entrate € 281.000
Maggiori Entrate (Interessi pass. Obbl. e CRO) € 775.000
Debito Fuori Bil. confatec. € 990.000

TOTALE FABBISOGNO € 6.635.000

Alcune settimane fa per evitare la discussione del programma del Centro Sinistra il Sindaco propose di affidare all’assemblea dei capigruppo il compito di trovare una soluzione. Il centro sinistra ha accettato e si è messo al lavoro.
Le reazioni non si sono fatte attendere : furibonde quelle della destra estrema, piu soft ma non meno insidiose quelle dei sostenitori dell’ex sindaco. Questi ultimi negano che ci sia una deficit così pesante ma dicono che va approvato il riequilibrio, qualunque sia la soluzione proposta.

Ora è chiaro che una cosa è lo squilibrio che denota l’incapacità amministrativa dell’ex sindaco, un conto sono i debiti fuori bilancio su partite come i derivati, la confatec e la convenzione con la SAO. Per queste ultime cose è ovvio che si debba approfondire anche perché le responsabilità possono essere di vario tipo.

Quindi il buon senso dovrebbe spingere a dividere riequilibrio 3,5/4 milioni di euro, che va fatto per forza entro il 10 ottobre, e l’assestamento, per il quale c’è tempo tutto il mese di novembre. Assestamento che deve prefigurare anche il previsionale 2010 e gli interventi sul deficit strutturale che è attorno ai 2/2,5 milioni di euro.

Il riequilibrio è facile, anche perché tra la proposta di Concina e quella di Germani c’è differenza sostanzialmente solo su una cosa : se i parcheggi vanno venduti ai privati o affidati all’ATC ( di cui il Comune è socio importante). Nodo di fatto già sciolto dai revisori dei conti che sconsigliano vivamente nuove vendite.

Quindi siamo arrivati ai nodi di oggi ( non quelli di ieri o l’altro ieri). Per il PD si tratta di prendere atto che fu fatta una scelta sbagliata quando accettò il dictat regionale che impose Mocio al posto di Carpinelli. La presa di posizione di Trappolino è un contributo serio in questo senso.
Per Concina si tratta di decidere se si vuol continuare con i rapporti strani con l’area dell’ex sindaco o confrontarsi con il PD ed il centro sinistra alla luce del sole.

A Mocio spetterebbe un atto di serietà: dimettersi. Dire le bugie è peggio di sbagliare.

venerdì 14 agosto 2009

Un Sindaco pianista, o un pianista Sindaco ? L'agenda del sindaco Concina a Cortina

Il Sindaco di Orvieto Tony Concina si è lamentato del nostro post precedente

Per completezza di informazioni ecco il riepilogo della sua agenda a Cortina.

10 agosto “Noio volevan savuar … quanto è grande Totò”

Liliana De Curtis e Toni Concina al pianoforte



11 agosto “Roma nun fa la stupida”

Enrico Montesano, Gianni Alemanno e Toni Concina al pianoforte



12 agosto “Ecco a voi la commedia musicale”

Enzo Garinei e Toni Concina al pianoforte



17 agosto “Musica e foto, a gentile richiesta”

Umberto Pizzi fotografo di Dagospia e autore di Cafonal e Toni Concina al pianoforte



18 agosto “Come eravamo”

Enrico Vaime, Michele Mirabella e Toni Concina al pianoforte

mercoledì 12 agosto 2009

IL CONCERTO INTERROTTO di TONY CONCINA

Questa volta Germani e Gialletti l’hanno fatta proprio grossa, hanno costretto Tony Concina ad interrompere gli stacchi musicali con i quali accompagna a “Cortinaincontri” il sindaco di Roma Alemanno ( le Foglie del Messaggero Umbria del 12 agosto 2009) per doverli inseguire su una piccola cosa, se volete banale, come il le Linee di Indirizzo che ogni sindaco deve presentare quando si insedia.
Al primo consiglio comunale Concina aveva emulato le mitiche gesta di Materazzo che una volta si era presentato in Consiglio Regionale per relazionare su un importate punto all’ordine del giorno e aveva dato “PER DETTA” la relazione. Ripeto non per letta ma per detta. Così ha fatto Concina al primo consiglio comunale; invece di presentarsi con il suo Programma di Governo ha improvvisato un discorsetto a braccio fatto di cose talmente generiche che tutti l’hanno condiviso.
Dopo 50 giorni ancora niente.
A questo punto l’opposizioneha proposto il proprio Programma di Governo. E’ successo il finimondo, il buon Concina, posato lo spartito, ha imbracciato la penna o meglio il telefonino e ha dettatto il contro bollettino di guerra ( http://www.orvietosi.it/notizia.php?id=17781 ).
Dopo aver recitato la solita litania sulle divisioni interne del Pd si è lasciato andare ad un piccolo attacco di megalomania rivendicando l’approvazione del SUO bilancio di Previsione della Comunità Montana. Come per dire lasciatemi lavorare se volete che metto a posto le cose.
Ovviamente le vacanze ferragostane sono un diritto di tutti, ed il buon Tony può continuare a suonare il pianoforte per Alemanno in santa pace. Sempre che nel frattempo i Suoi non gli abbiano combinato qualche altro guaio. Se no ci vorrà un nuovo bollettino

martedì 9 giugno 2009

Orvieto al ballottaggio e i giovani di AN festeggiano sul balcone del comune.

Il terremoto elettorale che ha scosso il centro sinistra dell'Italia Centrale, con il PD che ha perso mediamente il 10%, ha avuto i suoi effetti anche ad Orvieto.
Si va al ballottaggio con la Stella al 48,6% e Tony Concina al 42,7%. Ago della bilancia sarà l'8,8 raccolto da Tonelli.

Il risultato è stato accolto con euforia dai giovani di AN che si sono affacciati dal balcone della residenza municipale sventolando le bandiere tricolore.

Altro clima alla sede del PD in via pianzola dove fino all'ultimo si è sperato in una rimonta e dove il risultato finale ha lasciato sicuramente l'amaro in bocca.

Ma fin da ieri notte è partita una riflessione sul voto, sulle sue ragioni politiche, per poter affrontare il ballottaggio nelle condizioni migliori.

E' evidente che il fenomeno del voto disgiunto non è la causa principale del risultato. Anche cinque anni fa ci fu tantè che Mocio anche allora prese 4 punti in meno delle liste. La novità di questa tornata è stato il forte spostamento a destra in linea con le tendenze nazionali.

E' evidente perciò che l'elettorato della lista Tonelli può convergere sulla Stella al secondo turno se si mantiene un profilo politico di netta contrapposizione politica al centro destra.